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La mia bambina impara a leggere
La mia bambina, finora infallibile,
impara a leggere e a scrivere
e solo ora comincia a errare
e i miei antichi errori dell’umanità io
li rivivo da capo.
Ryszard Krynicki
Smarrimento
Malinconia non è altro che un amore
che non ricorda più come si muore.
Impazzisce, come una mano
che ha dimenticato la carezza.
Così, mi vedo il suo sorriso
spalancarsi per sua figlia
da lontano, fuori da questi luoghi
visto come da un'altra dimensione.
Irreale, estranea, dal di fuori.
Resto a vedere il film perplesso,
perché io faccio il film
e sono anche il film stesso.
La pulsione fisica sarebbe
solo per riparar nella sua carne,
disperdere le tracce.
Realisticamente,
potrebbero bastare le sue braccia
chiuse come le costole sul cuore.
Non so più dove sono;
non l’ho mai saputo.
@ndre@, 16/17/18 gennaio 2009
TENNIS
Quando la mano destra stringe la racchetta – è come se suonassero il corno
Tutti i muscoli contemporaneamente, e dicono che perfino
I muscoli delle palpebre, non solo di schiena, pancia e gambe,
Si tendono leggermente, come dopo aver lasciato un peso all’improvviso.
Mentre guardi la palla, guardi la palla,
Tutto il mondo scompare, impallidendo, svanendo,
Sei in un sonno profondo tu, sordo e muto, che solo vede:
La piccola pallina pelosa – ape d’oro.
Mentre guardi la palla, guardi con tutto, tutto
Il corpo, l’essere, l’anima dalla punta delle dita
Fino al midollo, quanti problemi insolubili
Sconfitti, pensieri – tetri inquilini!
Oh, medicina indovinata, beneficio testardo, panacea dei guai,
Balzo, colpo, scossa volante!
Non ricordo, non so chi è mio padre e mio nonno,
“La riserva della vita, - ci ha detto Plutarco, - è il movimento!”
Prolungati, prolungati, incanto, incendio di sentimenti elastici;
Che lo scopo sia da niente, ridicolo – è importante,
Se il cuore – si sa – con un colpo, sciocco, al colpo
Ogni volta risponde dolcemente, distesamente?
Elena Ušakova
Non arrabbiato, ma così, mezzo distratto,
osservavi in pieno giorno
tre operai in trapunta d’ovatta
che me le davano di santa ragione.
E non hai fatto in modo nel giardinetto,
dove cercavo l’oblio della sbornia,
che quei poliziotti
non diventassero realtà, ma sogno.
Va bene, sono tutti dettagli,
ma una non te la perdono, tu, carogna,
stavi zitto quando le ragazze mi mollavano
e quando i fiori morivano.
Tu che mi ha lasciato ubriacare, cadere in rovina,
scendere a torso nudo nell’oscurità,
uccello che mi è capitato sottomano,
non sei il mio angelo custode, ma chissà.
Mi osservi da dietro con un certo dubbio,
mi cammini accanto, mi brontoli alla spalla,
il becco chino, fra le pozzanghere d’autunno
trascinando le ali solitarie.
Boris Ryžij
Una volta
Di gente ricca solo
coi bachi e le filande credo
non ci sia più nessuno: ma una volta
nel Comasco o a Bergamo, da dove
viene la mia famiglia,
molte fortuna si contavano a gelsi
e con quante ragazze venivano a filare
i bozzoli scottati per ammazzare le farfalle
nelle fredde officine. Se penso
a chi è la gente ricca adesso, a cosa
gli costa il capitale,
mi convinco che tutto si complica, anche il male…
Una volta le colpe dei padroni
erano così semplici! Il padrone
d’oggi, consiglio d’amministrazione
o gruppo di maggioranza, è un peccatore
un po’ troppo sui generis per me…
Giovanni Raboni
/Come sopravvivere a questa notte/
Lei compose un numero e disse
Ti amo
Stupida replicò lui A chi telefoni?
Con gli occhi socchiusi ritelefonò e ripeté ancora una volta le stesse parole d’un fiato
Dopo una pausa e un breve sospiro si sentì
Ha sbagliato numero
Tirò ancora su la cornetta e il telefono la linea era disturbata continuava a cadere
Temendo che non la sentissero gridò nella cornetta già dopo la terza cifra ma
tutte le possibili risposte furono nel complesso insoddisfacenti
Verso il mattino tutta Mosca sapeva del suo amore
questo si rifletté stranamente sul comportamento di singoli blocchi di edilizia abitativa
Singoli blocchi semplicemente crollarono e il vecchio lastricato
sulla Piazza Rossa si liberò un apparente rivestimento più spirituale
di come appariva allora e ogni pietra si imbiancò si gonfiò si tese
emulando il senso femminile
Due agenti dal kgb che stavano costantemente impalati nei luoghi sacri e sembravano
particolarmente soli il quel momento desolato della giornata all’improvviso si sentirono
mancare la terra sotto i piedi Il petto scivolò ondeggiando e
salendo con singole cellule sulla altre creò nodi e gonfiori Qualcosa lanciava esclamazioni
e gridolini nell’aria all’improvviso fontane di latte scaturirono nel cielo notturno
Viviamo bene pensò uno non sapendo a cosa aggrapparsi e sentendo che
qualcosa lo inghiottiva
Intanto lei telefonava
Per la risonanza i barattoli di conserva scoppiarono nel negozio di alimentari
per i diplomatici sulla Bol’šaja Gruzinskaja La nota protuberanza sotto il naso
del bey di Algeri raggiunse le dimensioni minacciose di un minareto l’aglio
cadde dalle orecchie di personaggi altolocati colpiti dall’influenza e sulle specchiere
i gemelli di malachite e le forchettone d’argento per il limone furono scossi da un lieve
tremore L’intensificazione dei sentimenti assunse un carattere irreversibile
Ti amo
risuonò ai numeri 01 02 03 e a tutti i telefoni noti e sconosciuti
degli aeroporti degli obitori dei vari servizi globali di fiducia illimitata
di personalità repubblicane civili e militari di parenti adottivi e di sangue e
di privati lei staccò gli addobbi natalizi dai vetri della cabina telefonica
e con la punta della scarpa con le dita rattrappite per il freddo colpì la parete
metallica Bum Bum Poi risuonò l’otto 8 10 1 e i codici internazionali
212 415 42-2 ma l’Europa dormiva e l’America faceva finta di non capire
il russo, carogna si era nascosta niente si mosse nelle sue vastità divorate
in risposta al disperato appello amoroso Solo alla borsa valori principale
di New York si alzò un po’ l’indice Dow Jones E poi per poco tempo
Le lunghe ombre dei lampioni e i rari fanali delle macchine che sfrecciavano accanto
il fruscio vellutato del vento fra i tre pini che a tentoni brancolavano nel buio
incontro a un pericolo inesistente e con esso un cane
con questo passaggio casualmente capitato sotto mano con la luna della notte
moscovita che intrepida assorbe i suoni e gli aliti più raffinati brillanti e
inaccessibili allo stanco orecchio umano
Lei telefonava avvicinando ora la guancia destra ora quella sinistra
Alcune strane sagome correvano nel sottopassaggio trascinandosi dietro
uno strano bagaglio Vedendola accanto all’ennesimo telefono pubblico uno
dei viandanti con un sorriso fugace chissà perché chiese di fumare
Lei riuscì a comporre un altro numero e a pronunciare almeno due delle tre parole
che formano un’espressione idiomatica prima che il sottopassaggio fosse invaso
dall’odore acuto – sulle prime eccitante – di vernice e che la visibilità si riducesse
bruscamente L’Orsa maggiore si spinse lentamente sino alla sua tana sgualcendo e
trascinando l’umido lenzuolo pesante del cielo notturno un violino cominciò a suonare
Il cameriere portò il gelato Lei si gettò sulla poltrona appoggiando una gamba sull’altra
e tormentando l’accendino nella tasca I commensali si scambiavano scherzi fiacchi Lei
guardò le loro mani che stavano sul tavolo sulle ginocchia che sostenevano le guance
e che penzolavano liberamente dai braccioli erano varie mani dissimili l’una
dall’altra di persone diversamente a lei care
e vicine Lei fu inaspettatamente sorpresa dall’autenticità dei dettagli
Nina Iskrenko
Negozio di libri usati
Gli innamorati si tengono per mano in romanzi mai aperti.
Manca la pagina con la ricetta per la minestra di cetrioli.
Un uomo morto racconta che trascorse un’infanzia felice in campagna
e trasvolò in pallone sopra il lago Erie.
All’improvviso un colpo d’aria mi chiude il suo libro tra le mani,
mentre un filosofo domanda come sia possibile
sostenere la dottrina teologicamente ortodossa
dell’eterna punizione dei dannati.
Vediamo. Potrebbe esserci della sabbia tra le pagine
di una guida dell’Egitto o perfino una pulce morta
la quale una volta morsicò il sedere della misteriosa Abigail
che ha scarabocchiato per sfida il suo nome con una matita per gli occhi.
Charles Simic
Lasciamo cader le parole
Lasciamo cader le parole
come il giardino, l’ambra e il cedro:
distrattamente e generosamente,
appena, appena, appena.
Non è necessario spiegare
perché con tante cerimonie
di garanza e di limone
sia spruzzato.
Chi ha irrorato di lacrime gli aghi,
zampillando ai di sopra delle pertiche
sulle note, verso la scansia
fra le chiuse delle persiane?
E il tappetino dietro la porta
chi l’ha ornato con l’antimonio del sorbo,
con la stamigna dei bei corsivi
traforati e palpitanti?
Tu chiederai chi disponga
che l’agosto sia grande,
a chi nulla sembri minuto,
chi sia immerso nella rifinitura
d’una foglia di àcero
e chi dai giorni dell’Ecclesiaste
abbia continuato a digrossare
senza posa l'alabastro.
Tu chiederai chi disponga
che soffrano le labbra settembrine
delle margherite e delle dalie.
Che la minuta foglia dei citisi
dalle canute cariatidi
cada sulle umide lastre
degli ospedali d’autunno.
Tu chiederai chi disponga.
L’onnipossente Dio dei dettagli,
l’onnipossente Dio dell’amore,
degli Jagelloni e delle Edvigi.
Non so se sia stato risolto
l’enigma dell’oltretomba,
ma la vita è colma di minuzie
come il silenzio autunnale.
Boris Pasternak, 1917
iniettare un grammo di morfina o sedurre un ragazzo
il vizio e la morte ardono spietati
e mano nella mano con penetrante sottigliezza
sibilano facendo il palo:
“corri! corri! arriva uno sbirro!”
il lampione del cimitero fuma
la natura striscia spoglia
e proferisce piena di odio:
“il vizio e la morte feriscono con lo stesso pungiglione
tutto è finito psiche è fuggita
con la stessa indecente levità
del latte su un fornello sovietico”
Dmitrij Volček
Qualche anno fa una piccola casa editrice, per la mia prima volta
mi pubblicò una poesia. Si trattava di una piccola casa editrice e
il libro era una antologia di esordienti, ove il termine giovane
credo fosse rapportato più a una gioventù nel senso della poesia
che non anagrafica.
La poesia di dedica/presentazione era di Alda Merini, ed era questa.
Il perchè la pubblichi oggi, è piuttosto ovvio.
Ai giovani esordienti
A volte l’amore dà delle pause
che non potete capire
e così la ragione…
Non sempre una ragione d’amore
metterà luce sulle vostra strade
spesso cadrà la penombra…
e vi sembrerà che i secoli
vi si ritorcano contro.
È in questo momento
che nasce da voi la poesia terrena
che diventerà un angelo
quando solleverete lo sguardo.
Alda Merini